Nuovo impianto sportivo polifunzionale, dopo 5 anni il progetto è ancora fermo
Comuni AG, Prima Pagina, Sciacca, Sport lunedì, aprile 4th, 2011
Un complesso sportivo a Sciacca non si puo’ realizzare perche’ il comune non ha le tabelle per applicare gli oneri di urbanizzazione, e applica le tariffe per impianti commerciali. Eppure questa iniziativa imprenditoriale non richiede alcuna variante urbanistica.
Sotto i riflettori da tempo il tema delle varianti urbanistiche. Trasformare un terreno da agricolo a commerciale, modificare la destinazione d’uso di un immobile. Tutti argomenti che peraltro nei giorni scorsi hanno messo in evidenza forti spaccature all’interno della stessa maggioranza consiliare. Eppure i procedimenti seguiti dall’Ufficio Tecnico tramite lo sportello unico per le imprese sembrerebbero conformi alle normative.
Ma oggi vi raccontiamo una storia diversa. La storia di un imprenditore saccense che da ben cinque anni, pur non avendo necessità di alcuna variante urbanistica, si ritrova nella condizione di non poter dare seguito al suo investimento. Sciacca che si conferma città di forestieri? La domanda sarà pur retorica ma non sembra lasciare spazio a grossi dubbi. Ecco perchè.
Siamo in contrada Tabasi Seniazza. Su un terreno di quasi 12000 mq un imprenditore decide di realizzare un centro sportivo con campo di calcio, palestra coperta, campetto di bocce, alloggio custode e uffici. Il suo tecnico di fiducia redige un progetto, che l’imprenditore presenta al Comune. E qui comincia l’odissea. Prima l’ufficio tecnico ritiene che il terreno sia agricolo. Poi per (ma è già passato un anno) si accorge di aver sbagliato, perchè quell’area è adibita proprio ad impianti sportivi, e dunque è perfettamente conforme.
Dopo le scuse formali rivolte al cittadino, si pensa che i problemi si stiano man mano risolvendo. L’investitore è pronto a pagare gli oneri di urbanizzazione. Ma, a sorpresa, si vede rifilare un salasso di 257 mila euro. Oggettivamente troppi. Dopo la richiesta di chiarimenti, si apprende che il calcolo è stato fatto sulla base delle tabelle parametriche comunali riferite ad impianti commerciali, e non sportivi. Altro errore, al quale l’ufficio rimedia con un ricalcolo che riduce drasticamente il costo degli oneri a 97 mila euro. Ma il problema è che il comune di Sciacca continua a calcolare gli oneri sull’area in questione sulla tabella commerciale. C’è una spiegazione: l’ufficio non dispone di alcuna tabella di questo tipo, e dunque ha ritenuto di applicare un’altra tabella, ossia la più alta.
Una decisione arbitraria secondo lo stesso legale dell’imprenditore, che nel frattempo ha diffidato l’ufficio tecnico minacciando un ricorso al TAR, evitabile se il calcolo si facesse almeno sulle tabelle artigianali, e comunque sull’importo più inferiore. Anche perchè i governi nazionali non fanno altro che ribadire l’esigenza di incentivare le iniziative sportive.
A Sciacca dopo cinque anni questo progetto è ancora fermo. Eppure se ci fosse una tabella per impianti sportivi i costi per oneri di urbanizzazione sarebbero ben al di sotto di quelli calcolati. E’ quanto si evince ad esempio dalle tariffe applicate dai comuni di Catania e di Brescia. Per un investimento come quello che si vuole realizzare a Sciacca, questi comuni chiederebbero appena 30 mila euro circa per oneri di urbanizzazione.
Ma per l’ufficio tecnico quello in questione è un vero e proprio insediamento produttivo, e non un centro sportivo di quartiere. Tutto questo la dice lunga sulle gravi lacune tecniche del comune di Sciacca, che addirittura non riesce ad accogliere una richiesta di un cittadino per colpe che naturalmente non sono del cittadino stesso.
Il caso rischia dunque di finire in tribunale, perchè l’imprenditore è pronto a chiedere un risarcimento danni, anche personale.























